ATTIVITÀ A STAZIONI PER L’ALLENAMENTO DELLA CATEGORIA PULCINI

Le attività a stazioni sono delle proposte interessanti che puoi adottare nei tuoi allenamenti per la categoria Pulcini.

Una soluzione che ho recentemente adottato anche io, in una delle mie sessioni. Nel mio caso, avevo bisogno di strutturare un allenamento di ‘riepilogo’, essendo passate 6 settimane e finito un ciclo di lavoro.

Tuttavia, le attività a stazioni possono essere usate in molte altre occasioni, e per altri scopi. In quest’articolo, tutto quello che c’è da sapere su questa tipologia di esercitazione, inclusi tre esempi da provare sul campo.

attività a stazioni

COSA SI INTENDE PER ATTIVITÀ A STAZIONI?

Per attività a stazioni intendo un’esercitazione contenente altre esercitazioni. Una varietà di giochi e proposte che i calciatori sperimentano. In inglese sono chiamate carousel activities, facendo proprio riferimento all’idea di giostra, o fiera.

E l’impostazione è davvero quella, perchè i bambini provano varie attività (appunto, le stazioni). Questo in maniera libera, scegliendo quindi dove andare, o prestabilita, muovendosi da un esercizio ad un altro secondo quanto deciso dal mister.

Le stazioni possono riguardare vari obiettivi: tecnici, tattici individuali, motori, ecc. Le attività possono prevedere un unico tema o un mix degli stessi, come ho anche fatto io nella mia sessione.

Inoltre, possono essere utilizzati vari contenuti: una serie di partite a tema ad esempio, ma anche esercitazioni analitiche.

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Sembra essere una tipologia di esercitazione molto di moda ultimamente nel panorama dell’allenamento giovanile, sia in Italia che all’estero.

I centri tecnici federali, ad esempio, spesso organizzano le loro sessioni attorno ad attività a stazioni.

Soluzione preferita anche da alcune Academy inglesi. Britannici che, addirittura, hanno inserito le attività a stazioni come soluzione parte del loro DNA, i principi base della loro filosofia di allenamento giovanile.

BENEFICI E CRITICITA’ DELLE ATTIVITÀ A STAZIONI

BENEFICI

Perché questa proposta piace così tanto? Quali benefici annessi per mister e giocatori?

  • È, innanzitutto, un’attività curiosa e intrigante. Tante esercitazioni che stimolano i bambini, impegnati in giochi e prove sempre nuove.
  • Aspetto, quello sopra, che può generare e garantire alta motivazione. Diciamo che è difficile che i giocatori si annoino, cambiando frequentemente.
  • Motivazione legata anche al cosiddetto ‘senso di autonomia’. I bimbi, soprattutto nell’impostazione in cui sono loro a decidere dove andare, sono liberi di provare quel che più gli piace. E cosa c’è di meglio di voler imparare qualcosa che si è scelto di persona?
  • Parlando invece di te mister, le attività a stazioni ti permettono di massimizzare il tempo a disposizione. Questo, perché i giochi vengono preparati in anticipo. E, idealmente, avendo tutti sempre in movimento.
  • Questo costante coinvolgimento dei giocatori ti concede, inoltre, molto tempo per dare indicazioni e correggere errori. Un’occasione davvero importante, perché ti permette di staccarti dall’esercizio, che in qualche modo viaggia da solo, per focalizzandoti invece sui tuoi bambini.
  • Infine, come nel mio caso, le attività a stazioni sono ideali per le sessioni di riepilogo. Quelle che, ogni 6/8 settimane, puoi dover inserire nel tuo programma per fare il punto della situazione. Più temi e obiettivi da verificare nello stesso momento, quindi necessità di un mix di giochi diversi.  

CRITICITÀ (E SOLUZIONI)

Tra i tanti benefici, altrettante sono le insidie davanti alle quali puoi trovarti. Errori o scelte sbagliate in cui potresti incappare, rischiando il fallimento. Sotto, alcuni esempi di criticità a cui dovrai prestare attenzione, e le relative soluzioni metodologiche ideali.

Innanzitutto, trovandoti davanti ad una serie di esercizi, non puoi pensare di prepararli all’ultimo secondo. Prenditi del tempo quindi, avendo tutto pianificato e pronto prima di cominciare.

Ricordati inoltre che, se pensi di proporre giochi diversi tra loro, questi non devono essere troppo complessi. Altrimenti, rischi che i giocatori si perdano nel capire l’attività, e con questo i benefici annessi. Quindi, l’ideale sarebbe proporre qualcosa di semplice, magari giochi già conosciuto.

Questo porta però ad un dubbio: quando e come descrivere le stazioni? Tutte in una volta all’inizio, o sempre prima di ogni ‘cambio’?

Bel dilemma.

Il rischio nel primo caso è che i giocatori si dimentichino. Nel secondo, invece, che perdi troppo tempo. La soluzione?

Un buon supporto, tipo lavagnetta o foglio descrittivo, che i bambini possano consultare in ogni momento.

Non fatti spaventare da ciò, lo troveranno più familiare di quanto credi!

Evita, poi, le code e i momenti di attesa. Non potendo controllare tutti nello stesso momento, potrebbero nascondersi delle insidie.

Specialmente se pensi di avere bambini di cui non ti puoi fidare. Allora, tutti coinvolti sempre, con giochi che sappiano coinvolgere tutti continuamente.

Infine, attento a come componi i gruppi. Più sono omogenei per abilità, e più l’esperienza di ogni singolo giocatore sarà positiva.

Al contrario, i meno bravi potrebbero essere troppo penalizzati da giochi in cui i più abili prevalgono sempre. Prenditi allora del tempo per pensare chi va dove.  

2 ESEMPI DI ESERCITAZIONE A STAZIONI

Di seguito, due esempi di esercitazione a stazioni che puoi utilizzare nelle tue sessioni. Ognuno prevede delle proposte diverse, avendo quindi un ampio quadro da cui prendere spunto!

ATTIVITÀ A STAZIONI 1 – SITUAZIONI DI GIOCO

  • Numero giocatori: 8+
  • Difficoltà: media
  • Tempo: 10 minuti per ogni attività (40 minuti di gioco totali)
  • Obiettivo: serie di temi tecnici: dominio, guida, trasmissione e ricezione
  • Spazio: 4 aree larghe 10 metri ciascuna
  • Materiale: conetti (o porticine), palloni
  • Organizzazione: 4 giocatori massimo per stazione. Ogni 10 minuti cambio. Spiegazione dei giochi all’inizio. Preparare fogli istruzioni da lasciare nei pressi di ogni gioco.

Descrizione: attività di riferimento il “Mundialito”. 4 giocatori, uno in porta e tre fuori. Questi ultimi cercano di segnare una rete per guadagnare un punto. Dopo ogni rete, il marcatore diventa il nuovo portiere. Le quattro stazioni sono:

  • Gioco 1 – Dominio: toccare la palla con almeno tre parti del piede prima di poter segnare
  • Gioco 2 – Guida: condurre la palla attraverso una delle porticine sparse nell’area prima di poter fare gol
  • Gioco 3 – uno dei tre giocatori diventa ‘jolly’, giocando sempre con il compagno in possesso. Un passaggio minimo tra possessore e jolly deve essere fatto prima di poter segnare
  • Gioco 4 – sempre versione ‘jolly’. Questa volta, ogni giocatore ha minimo due tocchi da eseguire. Non si può giocare di prima.

Progressioni/Regressioni/Variazioni: complicare o semplificare sulla base delle regole di ogni attività. Esempio: aumentare o diminuire numero di passaggi per segnare nel gioco 3.

ATTIVITÀ A STAZIONI 2 – PARTITE A TEMA

  • Numero giocatori: 8+
  • Difficoltà: facile/media
  • Tempo: 10 minuti per gioco (totale 40 minuti di gioco)
  • Obiettivo: riepilogo più temi tecnici (dominio, guida, trasmissione e ricezione)
  • Spazio: campi di 25×15 (numero in relazione ai giocatori disponibili)
  • Materiale: cinesini, palloni, casacche, conetti, porticine (se a disposizione)
  • Organizzazione: spostare gruppi ogni 10 minuti, spiegando ogni partita prima dell’inizio di ognuna. Ogni squadra deve giocare tutte le attività.

Descrizione: quattro partite a tema, ognuna caratterizzata da un obiettivo tecnico diverso:

  • Gioco 1 – Dominio: minimo tre tocchi con la palla prima di poterlo giocare
  • Gioco 2 – Guida del pallone all’interno di una delle due porticine che ogni squadra difende
  • Gioco 3 – Minimo un passaggio prima di poter fare goal
  • Gioco 4 – Almeno due giocatori devono aver ricevuto palla per poter segnare

Progressioni/Regressioni/Variazioni: complicare o semplificare ognuna delle regole sulla base della risposta del gruppo (esempio, aumento numero di giocare che ricevono, o diminuirlo).

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