CLIMA MOTIVAZIONALE: 6 CONSIGLI

clima motivazionale

Sorrisi, gioia, divertimento e apprendimento. Oltre ad essere presupposti fondamentali per l’allenamento nell’attività di base e nei Pulcini sono ingredienti ideali di quella formula è definita clima motivazionale.

In questo nuovo contributo d’aggiornamento metodologico voglio parlarti di cosa si intende per clima motivazionale e quali possibili soluzioni e strategie possono essere adottate.

Il tutto sarà completato da una serie di principi pronti all’uso da provare nei tuoi allenamenti, più un’esercitazione che cercherà di dare ancora più senso pratico al tutto.

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LA MOTIVAZIONE E IL CLIMA MOTIVAZIONALE

Di recente ho tenuto un corso di aggiornamento per alcuni giovani allenatori. Il tema era la motivazione. Un argomento di vitale importanza, essendo per definizione:

‘la forza, l’intensità e la direzione che permettono ad ogni persona di agire’

Quindi, quanto un giocatore ha voglia di giocare, di migliorare, e quanta energia e impegno ci mette quando viene al campo.

Nel discutere questo tema ho approfondito la motivazione per sé, tra intrinseca ed estrinseca o altre teorie annesse (per approfondire, ti consiglio questi articoli precedenti). Il che dirotta la responsabilità al giocatore, a quello che lui vuole e che lo motiva.

Tuttavia, sono giunto alla conclusione che parte di questa responsabilità ce la dobbiamo assumere noi. Siamo noi mister, infatti, che abbiamo il ruolo e il potere di agire su questo importante fattore della personalità. E questo è possibile lavorando sull’ambiente e sull’approccio che vengono creati o usati durante gli allenamenti. Cosa diciamo ai giocatori, cosa gli facciamo percepire come importante. Al tipo di esercitazioni che proponiamo, e a cosa diamo importanza durante queste. Un clima che viene definito, appunto, motivazionale.

IL CLIMA MOTIVAZIONALE: DUE APPROCCI POSSIBILI

Dando una definizione ancora più precisa per clima motivazionale si intende:

“la visione o percezione che un soggetto (giocatore nel tuo caso) coglie della struttura di un certo ambiente (la tua attività, allenamenti e partite)”

Quando un Pulcino arriva al campo, partecipa all’allenamento e prende parte ai giochi che gli proponi, questo stesso giovane calciatore si fa un’idea di cosa tu ti aspetti da lui, del rapporto con i compagni, delle aspettative, dei riconoscimenti che gli fai e del motivo ad essi annesso. E, come puoi ben capire da questi elementi, è tutto relativo al tuo atteggiamento e al tuo comportamento.

Orientamento alla competenza e alla prestazione

Sulla base di quanto appena detto, sono due gli orientamenti motivazionali che determinano il clima da te instaurato: sulla competenza e sulla prestazione.

Nel primo caso, è l’apprendimento il valore chiave e fondamentale. I concetti di vittoria e successo sono riferiti al singolo, ed al suo percorso di miglioramento. Questo viaggio è del tutto individuale, senza alcun tipo di confronto tra i giocatori. Non conta quale sia il livello di abilità del ragazzo, tanto il tuo approccio sarà sempre individuale, personalizzando aspettative e obiettivi. I tuoi riconoscimenti e correzioni riguarderanno sforzo, impegno, progressi e miglioramenti, in maniera come detto del tutto individuale. Infine, il rapporto tra i giocatori è di collaborazione positiva, con questi che si aiutano a vicenda per migliorare.

Nel secondo caso, invece, l’enfasi è posta sulla competizione. Conta giocare e allenarsi per diventare migliori degli altri, per vincere e ottenere risultati. Le abilità contano molto, perché in questo ambiente sono i più abili ad eccellere, mentre essere meno bravi è una condizione limitante. Il confronto tra i giocatori è di pura competizione, cercando sempre di ‘battersi’ a vicenda. Questo orienterà anche i tuoi interventi e i tuoi riconoscimenti, votati quasi unicamente ai risultati ottenuti piuttosto che al percorso fatto per raggiungerli.

Come interpretare questi due orientamenti?

Dalla descrizione dei due orientamenti è facile trarre subito delle conclusioni. Perché sì, un clima motivazione votato alla competizione non sembra essere quello più ideale all’attività di base, in cui ho più volte ribadito il concetto di apprendimento come fondamentale. Sembra invece più votato all’attività agonistica, quella in cui la prestazione di natura competitiva è caratteristica prevalente.

Tuttavia, non trascurerei del tutto quello che una sana e positiva competizione può dare. Vincere è comunque un elemento naturale dello sport, a qualsiasi livello ed età. Certo è che si tratta di un concetto relativo, che deve essere associato necessariamente a miglioramento e crescita.

6 CONSIGLI PER CREARE UN CLIMA MOTIVAZIONALE SULLA COMPETENZA

Detto dell’importanza di preferire un clima motivazionale basato sulla competenza nell’allenamento dei Pulcini, eccoti 6 principi metodologici che non devono mai mancare:

  1. Attività interessanti, stimolanti e che siano delle sfide per i giocatori.
  2. Lascia ai ragazzi l’autonomia nel decidere su cosa esercitarsi. In una partita in cui l’obiettivo sia provare varie parti del piede in conduzione, perché no chiedi ai giocatori: “scegliete le vostre due superfici preferite, e provate ad usarle”.
  3. Cerca di riconoscere l’impegno e lo sforzo in maniera individuale, senza generare confronti tra i giocatori.
  4. Assicurati che i gruppi di lavoro siano il più delle volte eterogenei. Abilità miste, in cui bravi e meno abili giochino insieme. Questo, infatti, evita divisioni scontate all’interno della squadra, qualora si usino sempre gli stessi gruppi di lavoro. In questo, i meno bravi ne sarebbero sempre penalizzati.
  5. Valuta positivamente l’impegno, il percorso di apprendimento e il completamento di sfide. Dai importanza al raggiungimento degli obiettivi, piuttosto che alla bravura di per sé.
  6. Non tutti i giocatori imparano alla stessa velocità. Per questo, oltre ad assicurare il giusto numero di occasioni e ripetizioni, cerca di preparare attività in cui ci siano vari livelli che i calciatori possono selezionare come più appropriati per le proprie abilità, o in caso contrario che tu puoi assegnare (conoscendo il tuo gruppo).

ANGOLO DELLE ESERCITAZIONI

SLALOM COLORATO

  • Numero giocatori: 8+
  • Difficoltà: facile – media
  • Tempo: 10/15 minuti
  • Obiettivo: saper mantenere il controllo di palla in conduzione
  • Spazio: 20×20
  • Materiale: palloni, cinesini

Descrizione: i giocatori sono in coppie, e con un pallone ciascuna. Si posizionano come in immagine sul perimetro dello spazio di gioco, segnando il proprio posto con un cinesino colorato. Il primo della coppia parte e cerca di condurre il pallone attraverso due diverse porticine (cinesini dello stesso colore), guadagnando un punto. Dopo di che, il pallone viene condotto verso il compagno, che ricevuto farà la stessa cosa. In due minuti, ogni coppia cerca di segnare più punti possibili.

*Dopo due minuti, chiedere ai giocatori di riflettere per 30 secondi insieme su cosa possono fare per segnare più punti possibili: che tipo di controllo avere sul pallone? Cosa fare per decidere dove andare?

Varianti/Progressioni: i giocatori devono utilizzare porticine sempre diverse; i giocatori scelgono quali colori utilizzare tra quelli disponibili (esempio, solo rosso e blu), ma sempre cercando di usarne di diversi; aggiunta di difensori a difesa delle porticine.

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2 Commenti

  1. Buongiorno perché al punto 4 parli di gruppi eterogenei quando ci è sempre stato detto che i gruppi dovrebbero essere omogenei per livello e grado capacità, per favore potresti dare ulteriori spiegazioni in merito, grazie.

    • Grazie, innanzitutto, per il commento. E’ bene, per prima cosa, inquadrare il contenuto del contributo per cercare di analizzare
      quanto detto nel punto 4.

      In questo articolo il tema principale è quello di creare un clima durante l’allenamento che favorisca
      particolarmente l’apprendimento, l’inclusione, ecc.

      Per ottenere ciò, una delle strategie potrebbe essere quella di lavorare con gruppi eterogenei (citando il testo, dice “il più delle volte).

      In questo modo, all’interno del gruppo non si percepiscono differenze tra i bambini, quindi divisioni e competizione tra loro.

      Detto cio’, è vero che la creazione di gruppi omogenei in allenamento è una soluzione di assoluto valore, con i suoi vantaggi e svantaggi.

      Per riassumere, quanto detto nel punto 4 non vuole essere una strategia vera in termini assoluti, ma una soluzione per applicare i concetti discussi e analizzati in questo specifico articolo.

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