PULCINI – LAVAGNETTA: 5 CONSIGLI PER USARLA

Nella categoria dei Pulcini, l’uso della lavagnetta bianca è qualcosa che ho scoperto da oramai qualche anno, iniziando la mia esperienza sui campi di calcio coi Pulcini d’Oltremanica.

Non pensavo inizialmente potessi farne così largo uso.

Nei miei primi anni nell’attività di base, infatti, non avevo mai preso in considerazione questa soluzione. Invece, ora, non posso farne davvero a meno, avendone riconosciuto innumerevoli vantaggi e benefici.

In questo nuovo contributo d’aggiornamento per gli istruttori dei pulcini calcio, voglio aiutarti a scoprire questa nuova risorsa.

Lo farò, in particolare, attraverso esempi pratici, esercitazioni, e qualche teoria a supporto di questo interessante strumento.

GLI STILI DI APPRENDIMENTO

L’uso della lavagnetta bianca nell’attività coi tuoi Pulcini non è solo un modo ‘fighetto’ di lavorare. Esiste infatti una teoria oramai consolidata, quella degli stili di apprendimento, che ne supporta l’utilizzo.

Riportando una definizione di L. Mariani (2000) tratta da “Strumenti per documentare e valutare cosa si impara e come si impara”, gli stili di apprendimento sono:

“l’approccio all’apprendimento preferito di una persona, il suo modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni”.

Ogni giocatore ha, quindi, una maniera prediletta per raccogliere le informazioni che lo circondano, e depositarle nella sua memoria per imparare. Può usarne diverse sia chiaro, ma ce n’è una in particolare che è quella privilegiata. Questa caratteristica dipende dal vissuto del bimbo, dalle sue abitudini nella vita scolastica o di tutti i giorni, ecc.

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In particolare, sono quattro questi stili, e sono:

  • Cinestesico, ovvero l’apprendere meglio quando si vivono prove concrete, reali, in cui sia previsto del movimento.
  • Uditivo, quindi il preferire quando qualcosa viene spiegato o detto verbalmente.
  • Visivo-non verbale, che riguarda l’apprendimento attraverso grafici, diagrammi, ecc.
  • Visivo-verbale, ovvero ciò che può essere appreso leggendo un testo.

In una sessione tradizionale vengono solitamente usati e garantiti i primi due. Spieghiamo a voce il 90% delle cose ai nostri giocatori, che oltretutto hanno l’opportunità di provare concretamente quanto gli diciamo. Ma che ne è degli altri due stili? Cosa fare se alcuni dei bimbi sono più inclini all’apprendere attraverso la lettura? In questo, l’uso della lavagnetta può aiutare a soddisfare tali esigenze.

PERCHE’ LA LAVAGNETTA? CINQUE BUONE RAGIONI

Se ancora non ti senti del tutto soddisfatto e pronto a convertirti alla religione della lavagnetta, eccoti cinque buone ragioni che ritengo personalmente molto utili.

lavagnetta
  1. Allenamento inclusivo. Rendi la tua attività sempre più personale e differenziata. Crea situazioni ideali per tutti, senza obbligare a adeguarsi ad uno standard che magari non rispecchia reali bisogni e capacità.

  2. Come a scuola. Non dimenticarti mai che più della metà della giornata i bambini la spendono a scuola. E come imparano prevalentemente in quell’ambiente? Leggendo, ascoltando, provando, guardando. Un motivo in più, quindi, per avvicinarsi alle loro abitudini.

  3. Migliora l’attenzione. Avere la lavagnetta con scritte tutte le informazioni può focalizzare l’attenzione del gruppo, migliorandola nei momenti in cui parli.

  4. Informazioni sempre a portata di mano. I bimbi potranno sempre avere a disposizione quello che gli serve per giocare o imparare. Se uno di loro è in ritardo, per esempio, può subito entrare nel contesto dell’allenamento leggendo tutto quello che gli serve.

  5. Informazioni a portata di mano per te, mister. Diciamocelo, non siamo sempre perfetti. Spesso qualcosa ci scappa. Perché allora non scrivere le cose più importanti della seduta, impedendoci di scordacele? Una progressione, la dimensione di uno spazio, ecc.

CINQUE ESEMPI DI USO DELLA LAVAGNETTA NEI PULCINI

Ti propongo ora cinque esempi di come usare la lavagnetta durante la tua attività con i Pulcini. Per alcuni, delle esercitazioni esempio daranno ancora più valore concreto a quanto descritto. Sentiti libero di testarle con i tuoi bimbi!

1. IL PRE-PARTITA

Rendi più facile il pre-partita per te e i tuoi giocatori. Grazie all’uso della lavagnetta puoi ad esempio disegnare e organizzare la formazione dei partenti. In questo modo, i bimbi avranno un’idea più chiara su come vuoi che si dispongano in campo, a fianco a chi, ecc.

Oltre a questo, la lavagnetta assume un ruolo determinante nel condividere l’obiettivo o focus principale del match. Non dimenticarti mai, infatti, che anche la partita è un’esperienza di apprendimento. Direttamente collegata con l’allenamento, del quale garantisce continuità.

Se hai lavorato sulla guida della palla, ad esempio, proverai a proporre lo stesso focus, magari con qualche sfida annessa. Di sotto, ti ho riportato un esempio di come strutturare la tua lavagnetta pre-partita.

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2. OBIETTIVI SEMPRE CHIARI E CONDIVISI

Condividere gli obiettivi di una seduta, o di una partita come appena descritto, è più di una buona pratica. È infatti un modo per rendere partecipi i giocatori della propria esperienza di apprendimento, e qualcosa che è stato dimostrato incrementare le possibilità che un allenamento abbia successo.

Avere una lavagnetta con scritti questi focus, quindi, può essere quella marcia in più per la tua attività. “Oggi impariamo a: saper passare la palla di precisione”.

Mostralo all’inizio dell’allenamento, e i giocatori sapranno su cosa lavoreranno. Inoltre, sapranno su cosa focalizzarsi maggiormente in ogni attività.

Se contare il fatto che, con il procedere della seduta, puoi aggiungere tutte le informazioni correlate: impatto centrale con la palla, calcio di interno piede, piede d’appoggio di fianco alla palla. Tutti consigli (sempre visibili) ai quali i ragazzi possono fare continuo affidamento.

3. DOMANDE EFFICACI (CON ANTICIPO)

In un precedente contributo ti ho parlato dell’importanza delle domande, e di come renderle efficaci. Uno dei requisiti era quello di preparare le tue domande chiave in anticipo.

Detto fatto, soprattutto se decidi di affidarti alla lavagnetta. Scrivici i tuoi quesiti principali prima di iniziare l’allenamento, e durante lo stesso aiuta i tuoi giocatori a rispondere.

“Come puoi fare in modo di avere sempre la palla sotto controllo?” Risposte (da scrivere): pallone attaccato al piede, e tocchi brevi e ravvicinati.

4. VALUTA L’APPRENDIMENTO

La lavagnetta può anche essere utilizzata come strumento di valutazione oggettiva per determinare l’apprendimento.

La valutazione del progresso dei giocatori può sicuramente essere basata sulle tue sensazioni, quindi su impressioni soggettive. Tuttavia, quando combinate a rilevanti oggettivi, l’efficacia della valutazione aumenta. E questa tipologia può arrivare direttamente dai tuoi giocatori.

Come? Puoi coinvolgere i bambini in attività tipo: “scrivi, di fianco al tuo nome, due cose che pensi di aver imparato nell’allenamento di oggi”. Sulla base delle cose scritte, avrai un’idea di cosa il gruppo ha effettivamente raccolto dalla seduta, e quindi il punto di partenza per la successiva. Ovviamente, tutto ciò è possibile grazie all’uso della lavagnetta, che può facilitare la realizzazione di questa indagine.

5. SUPPORTA LE TUE ESERCITAZIONI CREATIVE

Infine, perché non includere la lavagnetta nelle tue esercitazioni? Daranno sicuramente quel tocco di creatività e divertimento in più! Come nei due esempi riportati sotto.

ESERCITAZIONE 1 – PARTITA SU PIU’ FRONTI

  • Numero giocatori: 12+
  • Difficoltà: facile/media
  • Tempo: 15/20
  • Obiettivo: saper collaborare coi compagni per realizzare semplici strategie di gioco
  • Spazio: 20 x 35
  • Materiale: palloni, cinesini, casacche, porticine/coni/pali, lavagnetta

Descrizione: i giocatori sono divisi in due squadre di egual numero. Ogni squadra avrà a disposizione un minuto per organizzarsi in ulteriori due gruppi. Ognuno di questi dovrà, al termine del tempo stabilito, andare a giocare in uno dei due campi di 20×15 preparati. In questi, si gioca una partita normale, in cui l’obiettivo è segnare nella porticina avversaria. Ad ogni gol, il marcatore dovrà segnare sulla lavagnetta lasciata sul lato il punto, sotto il nome della rispettiva squadra (ad esempio, rossi). Vince il gioco chi, al termine del tempo, avrà segnato più punti.

Varianti/Progressioni: aggiungere particolari vincoli o regole per attribuire più punti per una rete; i giocatori hanno la possibilità di muoversi tra i campi, adattandosi e gestendo le situazioni di sconfitta o vittoria.

ESERCITAZIONE 2 – TRIS DI FINALIZZAZIONI

  • Numero giocatori: 8+
  • Difficoltà: difficile
  • Tempo: 10/15 minuti
  • Obiettivo: saper finalizzare in varie modalità diverse (tiro in porta)
  • Spazio: 25×15
  • Materiale: palloni, cinesini, casacche, coni, lavagnetta

Descrizione: partita a tema in cui il focus tecnico è la finalizzazione. Prima della partita, decidere con il gruppo nove tipologie di conclusione a rete. Scelte, si formerà una griglia modi ‘tris’ (come mostrato nell’immagine sotto) disegnando e scrivendo sulla lavagnetta. L’obiettivo delle due squadre sarà quello di completare tre sfide consecutive della griglia (verticalmente, orizzontalmente, obliquo) prima della squadra avversaria, vincendo il gioco.

Varianti/Progressioni: modificare la tipologia di finalizzazione richiesta; semplificare, giocando la partita senza portieri.

S.E.

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2 Commenti

  1. MOLTO INTERESSANTE , USARE LA LAVAGNETTA , PORTA AD ALZARE LA CONCENTRAZIONE DEL GIOCATORE A TUTTE LE ETA’ , E I BIMBI TROVANO ALTO INTERESSE A QUESTO MEZZO DI COMUNICAZIONE

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